Formamentis nasce come uno spazio e un tempo dedicati alle famiglie di Albissola Marina e successivamente estesa al Comune di Cogoleto, un’esperienza pensata per permettere a bambini e adulti di entrare in contatto con le proprie emozioni attraverso la materia. Il nome stesso racchiude il significato del progetto: un intreccio tra “forma” e “mentis”, a indicare un percorso che coinvolge non solo il fare, ma anche il pensare, il sentire e il crescere insieme. Durante gli incontri, i bambini sviluppano competenze cognitive attraverso la manipolazione e la sperimentazione, mentre gli adulti hanno l’opportunità di riflettere sul proprio ruolo genitoriale attraverso la relazione diretta con i figli e il confronto con altri genitori.

L’argilla è stata il filo conduttore dell’intero percorso. Elemento naturale, primordiale e ricco di potenzialità espressive, ha accompagnato i partecipanti in un viaggio immersivo fatto di gesti, scoperte e trasformazioni. Cinque incontri hanno scandito l’esperienza, caratterizzati da momenti di gioco, esplorazione e creazione, a cui si è aggiunto un incontro dedicato esclusivamente ai genitori, pensato per approfondire le dimensioni educative ed emotive dello stare insieme ai propri figli.

Il progetto ha scelto di focalizzarsi sulla forma e sulla sua manipolazione, riducendo al minimo l’uso del colore. Questa decisione ha permesso di dare centralità al tatto, al gesto e alla relazione, lasciando che le emozioni emergessero attraverso il contatto diretto con la materia e la condivisione dell’esperienza.

Il percorso si è aperto con l’esplorazione delle “tracce”, ponendo l’attenzione sulla consistenza. I bambini sono stati invitati a osservare, toccare e annusare l’argilla, lasciando segni e impronte. La materia è stata inizialmente presentata secca, accompagnata da acqua, per permettere ai bambini di sperimentarne la trasformazione. Sciogliendosi lentamente, l’argilla diventava barbottina, una sostanza fluida che scivolava tra le dita, sulle mani e sulla pelle. Questo momento ha generato un’esperienza sensoriale intensa e coinvolgente, evocando immagini ancestrali e creando un clima di calma e concentrazione. Le superfici utilizzate, come stoffe e carte porose, diventavano spazi di espressione libera, simili a pareti da decorare con segni spontanei.

Successivamente, l’attenzione si è spostata sulla duttilità della materia. Le mani, inizialmente esitanti, hanno iniziato a esplorare nuove sensazioni. L’esperienza è partita dalla percezione corporea, utilizzando materiali diversi come miele, riso soffiato, farina e impasti, per stimolare la sensibilità tattile. Solo in un secondo momento è stata reintrodotta l’argilla, più resistente e strutturata. Il contrasto tra materiali morbidi e duri ha permesso ai bambini di comprendere meglio le caratteristiche della materia e di sviluppare nuove abilità. In modo spontaneo, sono passati dal semplice contatto alla costruzione, creando forme sempre più definite. L’aggiunta della sabbia ha ulteriormente aumentato la resistenza dell’argilla, rendendo l’esperienza ancora più ricca e stimolante.

Con il progredire degli incontri, il lavoro si è orientato verso la creazione di forme. Le mani hanno iniziato a raccontare, trasformando la materia in espressione del mondo interiore. È stata proposta la tecnica della lastrina, che permette di ottenere superfici modellabili. Genitori e bambini hanno collaborato nella preparazione delle lastrine, utilizzando sia la tecnica dello “sbattere” sia strumenti come i mattarelli. Una volta pronte, le superfici sono state sagomate su stampi, facilitando la realizzazione di piccole teste, simbolo del percorso. Da queste forme base, ogni partecipante ha potuto sviluppare creazioni personali, dando spazio alla propria immaginazione.

Successivamente, è stata introdotta la tecnica del colombino, una modalità tradizionale della ceramica che consente di costruire forme tridimensionali aggiungendo progressivamente cordoni di argilla. Le mani, ormai più sicure, si muovevano con maggiore consapevolezza, modellando, schiacciando e assottigliando la materia. Questa tecnica ha favorito la libertà espressiva, permettendo ai bambini di costruire oggetti secondo il proprio immaginario. Un esempio significativo è stata la realizzazione di piccoli contenitori, creati e decorati liberamente da ogni famiglia, diventando oggetti unici e carichi di significato.

Un momento particolarmente coinvolgente è stato quello delle “bombe di argilla”. L’argilla è stata presentata come contenitore di sorprese: sfere che nascondevano al loro interno piccoli oggetti come sassolini e conchiglie. I bambini, spinti dalla curiosità, hanno esplorato queste forme con le mani o con strumenti, vivendo l’emozione della scoperta. Questa attività ha stimolato non solo la manualità, ma anche l’attenzione, la forza e la capacità di osservazione, trasformando l’esperienza in un gioco ricco di significato.

Il percorso si è concluso con la creazione collettiva di “Forma Mentis”, un’opera simbolica che rappresenta il passaggio dall’individualità alla dimensione del gruppo. Le esperienze, le emozioni e le competenze acquisite durante gli incontri sono confluite in un lavoro condiviso, realizzato a più mani. Questo momento finale ha evidenziato l’importanza della collaborazione e della costruzione di una comunità, in cui ogni contributo individuale trova spazio all’interno di un progetto comune.

Attraverso questo processo, il percorso ha promosso un’educazione al bello intesa non solo come estetica, ma come capacità di prendersi cura, di rispettare e di costruire insieme. In questo senso, l’esperienza si è trasformata anche in un’educazione alla pace, basata sull’ascolto, sulla condivisione e sulla relazione.

Formamentis si configura quindi come un’esperienza educativa completa, in cui la materia diventa strumento di relazione e di crescita. Bambini e adulti hanno potuto esplorare, creare e condividere, sviluppando competenze manuali, cognitive ed emotive. L’argilla ha rappresentato un ponte tra il mondo interiore e quello esterno, permettendo di dare forma a emozioni e vissuti spesso difficili da esprimere a parole.

In questo viaggio, ogni gesto ha avuto valore: dal semplice toccare al costruire, dal distruggere al ricreare. Il fare e il disfare sono diventati parte di un processo di apprendimento autentico, in cui l’errore non è stato vissuto come limite, ma come possibilità di scoperta. Le mani, protagoniste assolute dell’esperienza, hanno guidato il pensiero, facilitando un apprendimento che nasce dal corpo e si estende alla mente.

Anche per gli adulti, il percorso ha rappresentato un’occasione preziosa. Stare accanto ai propri figli in un contesto libero da giudizi e aspettative ha permesso di riscoprire il valore del tempo condiviso, della presenza autentica e dell’ascolto reciproco. Il confronto con altri genitori ha arricchito ulteriormente l’esperienza, creando una rete di relazioni basata sulla condivisione e sul sostegno.

Il progetto è stato curato da Alice Trombetta, educatrice presso il Nido Don Milani, esperta nelle attività legate alla ceramica e dalle equipe dei Nidi Cà di Piccin, Don Milani e Rodari.

Hanno partecipato un totale di 10 famiglie con bambini tra i 2 e i 6 anni per ogni percorso proposto.