Da uno spazio incolto a un giardino di possibilità — agricoltura sociale, inclusione e dignità attraverso il lavoro
Il progetto nasce nel 2017 dalla determinazione di un gruppo di genitori dell’Associazione «Guardami negli Occhi». Quello che era un terreno abbandonato e colmo di rifiuti è stato trasformato in un modello di eccellenza per l’agricoltura sociale. Oggi l’orto — situato nel Parco di San Pietro in Carpignano a Quiliano (Savona) — è un luogo dove ogni ragazzo e ogni ragazza può trovare dignità attraverso il lavoro, sentendosi parte integrante di un ciclo vitale che va dal seme al frutto.
“Accogli e Raccogli” — il motto che unisce il gruppo e racconta in due parole l’essenza del progetto.
La Storia: Da un Terreno Abbandonato a un Modello di Eccellenza
Il progetto nasce nel 2017 dalla determinazione di un gruppo di genitori e genitrici dell’Associazione «Guardami negli Occhi», che hanno trasformato un terreno abbandonato e colmo di rifiuti nel Parco di San Pietro in Carpignano in uno spazio agricolo di alto valore sociale ed educativo. Il Comune di Quiliano ha reso possibile l’utilizzo degli spazi, mentre la Cooperativa Sociale Progetto Città ha assunto il coordinamento educativo, portando educatrici ed educatori qualificati in ambito agricolo e disabilità.
La supervisione della dott.ssa Ilaria Parrella, psicologa specializzata in Disturbi dello Spettro Autistico, garantisce il corretto supporto formativo per l’intera équipe, la definizione di obiettivi personalizzati e la costruzione di strategie educative adeguate alle caratteristiche di ogni ragazzo e di ogni ragazza.
Il Metodo Educativo: Organizzazione e Prevedibilità
Per le lavoratrici e i lavoratori con disturbo dello spettro autistico, la chiarezza è fondamentale. Il progetto si basa su pilastri educativi scientificamente fondati, gestiti da un’équipe di psicologhe, psicologi, educatrici ed educatori che lavorano in costante sinergia.
I pilastri metodologici
- Canale Visivo e Agende: ogni partecipante utilizza un’agenda visiva che organizza la sequenza delle attività. Questo riduce l’ansia e favorisce la calma operativa
- Task Analysis: le mansioni agricole più complesse vengono scomposte in compiti semplici e sequenziali, permettendo a ogni ragazza e ragazzo di agire in autonomia
- Rapporto 1:1: ogni giovane è affiancato e affiancata da un educatore o un’educatrice di riferimento, con un supporto personalizzato che rispetta i tempi di apprendimento di ognuna e ognuno
- Rituali e Stabilità: il lavoro segue routine precise che offrono sicurezza emotiva, riducendo lo stress anche al di fuori del contesto dell’orto, incluso quello familiare
L’Impianto dell’Orto: Progettato per le Persone
L’assetto agricolo non è pensato solo per la produttività, ma per la mobilità, la comprensione e il benessere di chi lo abita ogni giorno. Gli spazi sono organizzati per facilitare il riconoscimento delle colture e la libertà di movimento. Si valorizza il territorio attraverso la coltivazione di varietà autoctone — come l’albicocco di Valleggia — coinvolgendo la cittadinanza in momenti di piantumazione collettiva che rafforzano il legame tra il progetto e la comunità locale.
Il costante lavoro di squadra tra psicologa, educatrici ed educatori e i tecnici dell’orto ha dato vita a un equilibrio preciso: gli spazi, i tempi, i materiali e le tecniche colturali sono organizzati in funzione delle caratteristiche di ogni contadina e contadino, in una rigorosa metodologia a basso impatto ambientale.
Una Trasformazione Culturale per il Territorio
L’orto sociale non è un luogo chiuso: è un ponte verso la società. Qui, il ragazzo e la ragazza non sono più visti e viste solo attraverso la loro disabilità, ma come attrici protagoniste e attori protagonisti capaci di produrre valore concreto per la comunità. Questo cambiamento di sguardo — da persona assistita a persona che lavora, produce e contribuisce — è forse il risultato più prezioso dell’intero progetto.
Una Rete di Persone e Organizzazioni
La forza del progetto risiede nella sua natura collaborativa: un ecosistema di competenze diverse che si integrano e si rafforzano reciprocamente.
Istituzionale
Comune di Quiliano
Tecnico-Agricolo
Coop. Agricola Il Corbezzolo
Coop. Agricola Sociale Orto Circuito
Az. Agr. Fratelli Rebella (Quiliano)
Sociale & Scientifico
Coop. Sociale Progetto Città
Cooperativa Solida
Dott.ssa Ilaria Parrella (Psicologa DSA)
Slow Food Condotta del Savonese
A finanziare e sostenere il progetto contribuiscono l’Associazione Autismo Savona «Guardami negli Occhi — APS», la Fondazione De Mari di Savona e il Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo.
Le Voci di Chi Vive il Progetto
«Vedere mio figlio raccogliere un pomodoro coltivato con le sue mani, spiegarlo agli altri e sorridere — è una cosa che non dimenticherò mai. L’orto gli ha restituito fiducia in sé stesso.»
«Ogni ragazza e ogni ragazzo porta con sé qualcosa di unico. Il lavoro in equipe tra educatrici, educatori e tecnici dell’orto ci permette di rispondere davvero a ciascuna/o di loro.»
Orto Sociale e Autismo: Domande Frequenti
Un Progetto Riconosciuto a Livello Nazionale
Nel 2021, «Tutti Giù per Terra» è stato selezionato e presentato nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto — l’evento internazionale promosso da Slow Food che riunisce produttrici e produttori, attiviste e attivisti del cibo sostenibile da tutto il mondo. La presenza al Salone ha confermato il valore del progetto come modello di agricoltura sociale, inclusiva e biologica, capace di coniugare qualità ambientale e giustizia sociale.
Slow Food Condotta del Savonese ha da subito riconosciuto nell’orto «un fiore all’occhiello della comunità quilianese e del savonese», meritevole di essere valorizzato in Liguria, in Italia e all’estero attraverso il circuito virtuoso di Terra Madre.
Tappe Principali




