Cosa succede quando il concetto di “casa” smette di essere un perimetro chiuso e privato e si trasforma in uno spazio aperto, inclusivo e collettivo? È questa la domanda alla base di “Da casa Mia a casa Nostra”, l’innovativo progetto educativo promosso dal Comune di Savona che mette al centro il tema delicato e profondo dell’affidamento familiare, narrato attraverso la sensibilità e la creatività delle nuove generazioni.

Finanziato con i fondi dell’educativa territoriale, il percorso ha preso vita grazie a una sinergia virtuosa che ha visto collaborare l’Amministrazione Comunale, la cooperativa Progetto Città e il Museo della Ceramica di Savona. L’obiettivo è chiaro: costruire un ponte culturale e sociale che parta dalle aule scolastiche per abbracciare l’intera cittadinanza, sensibilizzando la comunità sull’importanza dell’inclusione e del supporto ai minori.

Il viaggio nelle scuole: dai libri alla ceramica

Il progetto ha attivamente coinvolto sei classi della scuola primaria dislocate su un territorio allargato: due a Savona, due nel comprensorio di Varazze e Celle Ligure, e due a Vado Ligure. Il percorso didattico è stato strutturato in modo graduale e partecipativo, partendo da un fondamentale momento di confronto e co-progettazione con il corpo docente.

Successivamente, ogni classe ha preso parte a tre incontri laboratoriali mirati. Utilizzando come stimolo la lettura di libri illustrati, i bambini hanno prima dato forma a “case di carta” e piccoli libretti, per poi trasferire la propria immaginazione all’interno dei laboratori del Museo della Ceramica di Savona. Qui, manipolando la materia grezza, ogni alunno ha plasmato la propria “casa ideale”, traducendo concetti complessi come protezione, condivisione e accoglienza in opere d’arte tangibili.

I Numeri e la Rete del Progetto:

6 Classi coinvolte: Presidi educativi di Savona, Varazze, Celle Ligure e Vado Ligure.

3 Laboratori per classe: Attività creative tra lettura, carta e manipolazione dell’argilla.

Partner di rilievo: Comune di Savona, Cooperativa Progetto Città e Museo della Ceramica.

Restituzione comunitaria: Un’équipe affidi dedicata per incontri con insegnanti e famiglie.

Dalle opere dei bambini alla “Città dell’Accoglienza”

Il lavoro creativo dei piccoli studenti non è rimasto confinato tra le mura scolastiche. Dal 26 al 30 maggio, l’atrio di Palazzo Comunale a Savona ha ospitato una mostra temporanea con tutte le case realizzate dai bambini, offrendo alle istituzioni e ai passanti un colpo d’occhio straordinario sul significato profondo della parola “inclusione”.

Queste microscopiche architetture di carta e ceramica, unite insieme, vanno a comporre una vera e propria “città dell’accoglienza”, un modello ideale di comunità in cui c’è spazio, ascolto e protezione per chiunque si trovi in una situazione di vulnerabilità.

“Trasformare ‘casa mia’ in ‘casa nostra’ significa comprendere che la cura di un minore non è un fatto puramente privato, ma una responsabilità collettiva che arricchisce l’intero tessuto sociale.”

Un invito alla cittadinanza: l’evento del 4 giugno

Il culmine naturale di questo percorso si terrà giovedì 4 giugno, dalle ore 17.30 alle 19.30, presso il Nuovo Filmstudio delle Officine Solimano (Piazza Pippo Rebagliati 6A, Savona). Un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza che rappresenterà un momento di forte restituzione sociale e di riflessione.

Durante l’incontro verrà proiettato un video-documentario che racconta l’esperienza vissuta dai bambini all’interno delle classi e verrà allestita la mostra dei loro lavori. La seconda parte del pomeriggio sarà invece dedicata all’approfondimento dell’istituto dell’affido familiare nelle sue diverse forme. Sarà un’occasione unica per ascoltare le testimonianze dirette di famiglie affidatarie che racconteranno, senza filtri, la bellezza, le sfide e il valore umano dell’accoglienza temporanea di un minore.

Il Comune di Savona e i partner di progetto invitano educatori, famiglie e cittadini a partecipare a questo momento di condivisione, per scoprire come, partendo dai più piccoli, sia possibile edificare una comunità autenticamente solidale.